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Doctoral thesis (Dissertations and theses)
Figure e idee del criminine nell'opera narrativa di Gabriele d'Annunzio. Il quinquennio 1890-1895 e il Trionfo della morte
Delvaux, Julien
2026
 

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Figure e idee del crimine nell'opera narrativa di G. d'Annunzio Thèse ULiège et UniCT 2026.pdf
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Abstract :
[it] Fin da Terra vergine (1882), d’Annunzio si mostra affascinato dalla natura esplosiva dell’animo umano, affrontando i temi della violenza e delle pulsioni ancestrali nell’ambito di un verismo rivisitato, e attraverso quella concezione dell’estetica come filosofia prima, a lui così peculiare. Sebbene il tema del crimine sia stato affrontato da numerosi commentatori, nella maggior parte dei casi esso è stato trattato all’interno di problematiche più ampie. È verosimilmente il suo traduttore francese, Georges Hérelle, a soffermarvisi in modo più esplicito, articolando la sua analisi intorno al tema del superuomo. Il periodo su cui si concentra questo lavoro corrisponde essenzialmente alla fase di gestazione del Trionfo della morte, concepito tra il settembre 1889 e il marzo 1894; esso racchiude opere, esperienze esistenziali e scoperte di diversa natura. Oltre al romanzo summenzionato, le nostre riflessioni si estendono a Giovanni Episcopo e a L’Innocente, elementi di un probabile progetto di ciclo che il poeta annunciò all’editore Treves nel febbraio 1891 e che avrebbe dovuto intitolarsi Gli Assassini. In quella fase, d’Annunzio nutre un vivo interesse per diversi ambiti della psicologia, si appassiona al tema della disgregazione mentale e coltiva l’ambizione di una convergenza tra arte e scienza – una prospettiva che ha parimenti sotteso il presente studio. Al di là dell’analisi delle manifestazioni della violenza e dei loro meccanismi profondi nell’opera del poeta, l’obiettivo è stato comprendere in che modo l’opera dannunziana possa arricchire il corpus letterario a disposizione degli specialisti in criminologia. A cavallo tra il XIX e il XX secolo, essa aveva d’altronde già suscitato l’interesse di diversi esponenti della Scuola positiva, guidata da Lombroso. La prima parte di questo lavoro mira a stabilire un quadro di riferimento. Essa colloca d’Annunzio all’interno del discorso dei criminologi del suo tempo e richiama l’entusiasmo che il poeta stesso nutriva per la scienza, interamente pervaso dalle potenze del sogno. Vi vengono così evocati i grandi paradigmi della Scuola positiva e la loro ricezione nella letteratura di fine Ottocento. Fedele alle ambizioni dello scrittore, la seconda parte esplora la misura in cui la sua opera apra la strada ad altri paradigmi, traiettorie e sensibilità che la criminologia avrebbe teorizzato pienamente solo in seguito. Il progetto estetico del Trionfo della morte vi viene riesaminato alla luce di una potenziale fecondità criminologica, per quanto quest’ultima rimanga estranea alle riflessioni più immediate dell’autore e alla sua intenzione iniziale di dare vita a un’opera utile alla comprensione della psiche. Ne emerge come un approccio pertinente risieda nelle concezioni evolutive del crimine, tese a concepire quest’ultimo quale cammino interiore. Queste ultime trovano un’eco letteraria in Paul Bourget, mentre Gabriel Tarde conferisce loro una prima risonanza sul piano della teoria scientifica, preannunciando i successivi sviluppi della disciplina. Questo approccio trova un ulteriore e più elaborato sviluppo nella teorizzazione dei processi di criminogenesi ad opera di Étienne De Greeff (1898-1961), principale esponente della Scuola belga di criminologia. Dopo aver definito tali concetti, il presente studio si dedica all’analisi del Trionfo della morte.
[en] From Terra vergine (1882) onwards, d’Annunzio displayed a fascination with the explosive nature of the human soul, exploring themes of violence and primal instincts within a reimagined verismo framework, and with that characteristic sense of aesthetics as a primary philosophy. Whilst the theme of crime has been addressed by many of his commentators, it has most often been treated within the context of broader issues. It is undoubtedly his French translator, Georges Hérelle, who has focused on this point most explicitly, structuring his analysis around the theme of the superman. The period on which this work focuses corresponds essentially to the gestation phase of Trionfo della morte, conceived between September 1889 and March 1894; it encompasses works, existential experiences and discoveries of various kinds. In addition to the aforementioned novel, our reflections extend to Giovanni Episcopo and L’Innocente, elements of a probable cycle project that the poet announced to the publisher Treves in February 1891, and which was to have been titled Gli Assassini. At that time, d’Annunzio harboured a keen interest in various fields of psychology, was fascinated by the theme of mental disintegration, and nurtured the ambition of a convergence between art and science– a perspective that has also underpinned the present study. Beyond analysing the manifestations of violence and their underlying causes in the poet’s work, the aim has been to understand how d’Annunzio’s oeuvre can enrich the literary corpus available to criminologists. At the turn of the 19th and 20th centuries, it had, in fact, already attracted the interest of several representatives of the Scuola positiva, led by Lombroso. The first part of this work aims to establish a frame of reference. It situates d’Annunzio within the discourse of the criminologists of his time and recalls the enthusiasm the poet himself felt for science, whilst remaining steeped in the power of dreams. It thus discusses the major paradigms of the Scuola positiva and their reception in late nineteenth-century literature. True to the poet’s ambitions, the second part explores the extent to which his work paves the way for other paradigms, trajectories and sensibilities that criminology would only fully theorise later. The aesthetic project of Trionfo della morte is re-examined here in the light of its potential criminological fruitfulness, although this remains foreign to the author’s most immediate reflections and his initial intention to create a work useful for understanding the psyche. It follows that a relevant approach lies in evolutionary conceptions of crime, which tend to view it as an inner journey. These find a literary echo in Paul Bourget, whilst Gabriel Tarde gives them an initial resonance in the realm of scientific theory. This perspective is further developed and elaborated in the theorisation of the processes of criminogenesis by Étienne De Greeff (1898–1961), the leading figure of the Belgian School of Criminology. Having defined these concepts, the present study is devoted to an analysis of Trionfo della morte.
Research Center/Unit :
Dipartimento di Scienze umanistiche (DISUM) - Università degli studi di Catania
Disciplines :
Literature
Author, co-author :
Delvaux, Julien ;  Université de Liège - ULiège > Département de langues et littératures romanes > Littérature et culture italiennes modernes et contemporaines
Language :
Italian
Title :
Figure e idee del criminine nell'opera narrativa di Gabriele d'Annunzio. Il quinquennio 1890-1895 e il Trionfo della morte
Defense date :
08 July 2026
Institution :
ULiège - Université de Liège [Philosophie et lettres], Liège, Belgium
UniCT - Università degli Studi di Catania [Dipartimento di Scienze umanistiche], Catane, Italy
Degree :
Doctorat en Langues, lettres et traductologie
Cotutelle degree :
Dottorato di ricerca in Scienze dell'interpretazione
Promotor :
Vanden Berghe, Kristine  ;  Université de Liège - ULiège > Département de langues et littératures romanes > Langues et littératures espagnoles et hispano-américaines
Curreri, Luciano  ;  Université de Liège - ULiège > Département de langues et littératures romanes ; Università del Piemonte Orientale
Traina, Giuseppe;  UniCT - Università degli Studi di Catania > Dipartimento di Scienze umanistiche (DISUM)
Funders :
MIUR - Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
UniCT - Università degli Studi di Catania
Commentary :
Thèse réalisée en cotutelle entre l'Université de Liège et l'Université de Catane, au sein des Écoles doctorales indiquées
Available on ORBi :
since 10 July 2026

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